MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’ – Francesco Piccolo

recensione di giorgia favaro

2010
L’Arcipelago Einaudi
pp. 136
€ 12,50
ISBN 9788806205515

Entro in libreria, quella grande del centro, la mia preferita. Non so di preciso cosa cerco, e come al solito penso che una copertina o una frase mi chiamerà per nome e deciderà al posto mio.

Di sicuro so di avere bisogno di leggerezza e allo stesso tempo di qualche certezza, di evadere dalla realtà ma anche di provare a scorgerne qualcosa di vagamente simile a un senso. Gli occhi che vanno avanti e indietro per gli scaffali di colpo si fermano su un libro piccolo e ammiccante. E’ meno pesante del cellulare che mi ostino a tenere nell’altra mano, ed ha una figura stilizzata nera su fondo bianco, titolo in rosso: “Momenti di trascurabile felicità”. E’ lui, penso. Do un occhiata veloce al retro: “…un elenco delle piccole felicità quotidiane blablabla”. Di colpo mi passa l’entusiasmo, e mi esaspero senza motivo: santo cielo, un’apologia sulla gioia del perdono o sui suoi occhi quando mi dice ti amo non posso proprio tollerarlo. Ma qualcosa mi dice di insistere. Apro il libro: frasi di due, massimo tre righe, capitoli di una pagina. Mi piace. Leggo a caso: “Il fatto che l’aloe è vera”, e rido. Cioè, questo ha scritto un libro sul fatto che lo rende felice che l’aloe sia vera? E’ un pazzo. “Mi piace chiudermi a chiave nei bagni delle case dove non sono mai stato e mettermi a curiosare su tutti i prodotti che usano”. Scagli la pietra chi è senza peccato, ma ci vuole un bel coraggio a scriverlo nero su bianco. L’empatia aumenta. “Quando le persone che ti stanno facendo vedere le foto si rendono conto all’improvviso e dicono: e poi le altre sono tutte uguali, e la smettono”. Veramente un sollievo infinito. “Togliere il cetriolo dal cheeseburger”. Lo faccio sempre anch’io!
“Pronunciare o ascoltare alcune frasi o parole come: proprio; antibiotico; non sono sicuro di aver capito; dipende dai punti di vista; non cambi mai; allora lui si gira e fa… e io mi sono girato e gli ho risposto…; non ci ho visto più; da te non me l’aspettavo una cosa del genere; quei due stanno tanto bene insieme”. E’ vero, ci sono parole o espressioni che ogni volta che le senti, ovunque ti trovi, è un po’ come se fossi a casa, e ti fanno sentire al sicuro. “Entro in un negozio di scarpe, perché ho visto delle scarpe che mi piacciono in vetrina. Le indico alla commessa, dico il mio numero,  46. Lei torna e dice: mi dispiace, non abbiamo il suo numero. Poi aggiunge sempre: abbiamo il 41. E mi guarda, in silenzio, perché vuole una risposta. E io, una volta sola, vorrei dire: e va bene, mi dia il 41”. Beh, ma quest’uomo è un genio.
 “Gli amori che cominciano, che è molto prima di quando cominciano – cioè il momento in cui un innamoramento nasce senza che la persona che si innamora se ne sia accorta.” Te possino, Francè.
“Gli sms dopo le undici di sera che dicono: dove sei?, che significano molto di più di quello che dicono”. Guardo l’ora sul cellulare che ho tenuto fino a questo momento sotto la copertina: sono le 11. Di mattina. Chiudo il libro, lascio che il telefono torni a dormire nella borsa, prendo il portafogli e pago.
Solo a casa, a lettura ultimata, mi sono resa conto che quel gesto quasi automatico è stato un tipico momento di trascurabile felicità.
E come so che è successo ad altri che hanno tenuto tra le mani questo vibrante dizionario del buonumore, ho iniziato a pensare al mio.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: