GAME OF THRONES S02 E04

recensione di nicolò favaro

Titolo originale: Garden of Bones
Diretto da: David Petrarca
Scritto da: Vanessa Taylor

Garden of Bones parte forte, con l’inizio della battaglia di Oxcross dove Robb ottiene la sua ennesima grande vittoria sull’esercito dei Lannister. Tutto l’episodio è un continuo dispiegarsi di situazioni e scenari e il ritmo è veramente serrato. Ogni personaggio si solidifica e prende corpo e malgrado siamo già alla quarta puntata altre figure vengono buttate nella mischia. La prima è Talisa, crocerossina dal piglio vispo e dal carattere risoluto che prima sega una gamba a un soldato Lannister ferito e poi tiene testa al Re del Nord, facendolo chiaramente invaghire. È più di un sospetto quello sulla sua reale identità, ma dobbiamo pazientare per il suo disvelamento, anche perchè nei libri viene introdotta molto più avanti. L’altro tizio nuovo è Xaro, statuario mercante di Qart che va in soccorso a l’errante Dany, concedendole protezione dopo la riluttanza della confraternita dei Tredici. Al pari dei due personaggi ci vengono presentate anche due nuove location: Qart, della quale però vediamo solo le mura e uno scorcio di panorama, e il castello di Harrenal, entrambe grandiose e torreggianti, per usare un termine caro al nostro Martin. Continuano le discrepanze con il libro, ma la cosa ormai non fa più notizia, ora bisogna solo fidarsi degli sceneggiatori e credere che abbiano fatto del loro meglio per rappresentarci questa storia tinta d’epica e fantasy. A proposito di fantasy, per tutto l’episodio ci eravamo quasi dimenticati di questa sua matrice, travolti dal crudo realismo e dallo scorrere dei fatti, ma è proprio nel finale che ci si presenta lady Melissandre con il suo parto anomalo. Scena confezionata alla perfezione con un misto di lussuria e dolore, di terrore e curiosità che ci accompagnerà almeno fino a lunedì prossimo, quando sapremo il destino della creatura di fumo nero. Altri avvenimenti scioccanti della puntata sono Arya e il suo arrivo ad Harrenal, con Messer Sottile e le sue torture, la preghiera dell’odio e l’arrivo di Tawyn Lannister, che per una volta non uccide uno Stark ma lo salva da un destino avverso, nominando Arya, ancora sotto mentite spoglie, sua coppiera (fatto mai accaduto nel libro). Inoltre l’incontro tra Renley e Stannis, vinto clamorosamente da Renley, è preludio della battaglia che verrà. La scena di Tyrion che salva Sansa dalle angherie del perfido Joffrey è tanto bella e coinvolgente quanto è inutile e perversa quella seguente, con Joffrey intento a seviziare due prostitute mandategli da suo zio. Tyrion è e rimane una spanna sopra a tutto il resto del cast, sia come interpretazione che per l’aderenza al personaggio. So che ci sono molti lettori scontenti dalla piega che sta prendendo questa seconda serie e anche io in un primo momento ho avuto i miei dubbi, ma devo ammettere che quello che ogni singolo episodio di Game of Thrones lascia è un senso di appagamento e di incompiuto allo stesso tempo. Di voglia di vederne ancora e di stupore di come cinquanta minuti possano durare così poco. Si parla di potere, di uomini e donne assetati di sangue e giustizia, di rivolte e di regimi, di forza e debolezza. Si parla dell’essere umano e del suo non esserlo, a seconda della situazione. Siamo in un mondo diverso dal nostro ma non distante, dove si fa la guerra per riparare ai torti subiti e non per ottenere la pace. Si combatte senza prevedere un futuro, ci si difende per sperare di ottenerlo, ma non ci si chiede cosa accadrà dopo. È questa forse la potenza della serie, che illustra meglio di ogni altra come l’uomo sia un burattino nelle mani di un destino padre e padrone, dispensatore di fati ora lieti e ora avversi, di come le azioni contino fino ad un determinato punto e quanto gli dei, o il dio, o le forze oscure o i draghi, in fondo siano un’unica grande speranza, un unico grande motore alimentato da quella parte di noi che crede o non crede, ma che comunque si chiede il perché.

alla prossima puntata.

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  1. Ottima recensione! Anche io sono un assiduo follower della serie, prima della saga cartacea e poi di quella televisiva. Per quanto sia vero che ci sono diverse differenze tra i libri e la celluloide, devo dire che sono incredibilmente impressionato per il lavoro svolto nel renderlo così… AMAZING! E forse sono proprio queste differenze che rendono il tutto così coinvolgente e appassionante.
    Concordo pienamente sulla bravura di Peter Dinklage (Tyirion Lannister), che interpreta il ruolo in un modo davvero esemplare. Ma vorrei anche citare Leena Hadley, che è riuscita a rendere il personaggio di Cersei molto bene. Unica pecca a mio avviso è il fatto di averla resa sin dall’inizio la “regina cattiva”, cosa che nei libri si scopre poco alla volta.
    Non vedo l’ora di gustarmi il prossimo episodio!

  2. grazie per i complimenti, concordo su tutto quello che hai detto e non vedo l’ora che avvengano certe cose…. Che gli dei antichi e nuovi veglino su di te!

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