GAME OF THRONES S02 E03

recensione di nicolò favaro

Titolo originale: What Is Dead May Never Die
Diretto da: Alik Sakharov
Scritto da: Bryan Cogman

What Is Dead May Never Die, la tredicesima puntata di Got inizia dove era finita la seconda e pare quasi volersene liberare. Come avevo già detto in precedenza, le numerose divergenze tra testo e serie dell’episodio 12 avevano procurato non pochi pruriti al fan incallito, e questa puntata ha cercato di mettere le cose a posto. Siamo dunque nelle terre dei bruti oltre la barriera e vediamo Craster riportare Jon malconcio al campo e riconsegnarlo al Lord comandante dopo una breve ma feroce tirata d’orecchi. I Guardiani della notte vengono così cacciati e riprendo il loro cammino verso l’ignoto freddo che si cela nelle terre dell’estremo nord. In questa puntata l’elemento principale è comunque Theon e il suo battesimo al Dio Abissale, il suo definitivo tradimento verso gli Stark e la sua pretesa di potere e rispetto nei confronti del padre. Momenti epici a profusione: Theon che brucia la lettera indirizzata a Rob per comunicargli gli intenti del padre (fatto assente nel libro ma esplicativo del suo stato d’animo), i magheggi di Tyrion con Pycelle, Ditocorto e Varys (in montaggio alternato molto efficace e da mandare a memoria) e il conseguente arresto di Maestro Pycelle, l’introduzione di Brienne (fantastica, gigantesca, mostruosamente aderente al libro anche se so già che qualcuno dirà che in realtà è più brutta), il triangolo amoroso tra Renley, Loras e sua sorella Margaery (a proposito di discrepanze con il libro, quando mai Margaery aveva dimostrato così tanta astuzia e coraggio?) e l’assalto delle cappe dorate al fortino della comitiva di Arya con l’eroica morte di Yoren. È vero, manca un capitolo intero, quello della fuga di Arya, ma non se ne sente la mancanza e l’omicidio di Mani Verdi è comunque un colpo al cuore.

Ora, alla luce dei primi tre episodi, si possono tirare le prime somme di questa serie:

  • c’è una maggiore libertà rispetto ai libri (La libertà rispetto ai libri è un argomento da toccare con le pinze. Perchè chi lo ha letto può solo incazzarsi e sbraitare in un primo momento e rifletterci ed interrogarsi poi. Condizione comunque per pochi e forse poco interessante. Per chi invece non ha letto i libri è e rimane lo splendido show che è stato fino ad ora)
  • ci hanno speso molti più soldi (si vede e si sente in ogni inquadratura, nelle location reali e nel poco utizzo di effetti in post produzione. L’assoluta credibilità del tutto, dalle dimensioni dei metalupi al corpo dei draghi)
  • si punta molto di più sulla serialità televisiva (Finali di episodi che si discostano dai libri per creare tensione e rimandi alla prossima puntata, maggiore dinamicità nel passaggio tra una location e l’altra, paraculismo sessuale, nel senso che ci sono molte più scene di sesso rispetto ai libri)

Detto questo non ci rimane che aspettare con ansia e preoccupazione la prossima puntata.

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Un Commento

  1. Pingback: Moscardini su vellutata di ceci (What is dead may never die) « semprelastessastoria

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