THE HUMAN CENTIPEDE (FIRST SEQUENCE) – THE HUMAN CENTIPEDE 2 (FULL SEQUENCE)

recensione di alessandro zorro zorzetto

Regia/Soggetto/produzione/montaggio: Tom Six
Produzione: Paesi Bassi
Interpreti: Dieter Laser, Ashlynn Yennie, Akihiro Kitamura, Ashley C. Williams
Laurence R. Harvey. Ashlynn Yennie.
Durata: 92′ – 87′

The Human Centipede è il secondo film più malato che io abbia mai visto. Perchè non è horror, non è splatter, slasher, survival, metteteci l’aggettivo (rigorosamente inglese) che preferite. Non è nulla di tutto questo. È solo malato. A livelli mai raggiunti prima. In confronto tutti i prodotti di Eli Roth, Wes Craven, Fulci, Lenzi, Rob Zombie sono commediuole della Disney. Nemmeno il peggior Miike regge a confronto! Solo un’altra pellicola lo può superare: The Human Centipede 2.

Ora, credo di avere lo stomaco molto forte e di reggere bene il disgusto che alcune scene possono provocare, soprattutto se viste in un film. Ebbene, verso la fine del secondo capitolo di questa Trilogia (!!!) ho fatto fatica, molta fatica a proseguire. Eppure c’è qualcosa che ti tiene lì, incollato, a capire quanto più in là ci si può spingere. E non sai se ridere fino alle lacrime o correre in bagno e liberare tutto il proprio disgusto. Quindi, se siete delicati o anche solo pensate di esserlo, evitate questa visione. Non fate come altre volte, in cui bastava coprirsi ogni tanto gli occhi e spiare tra le fessure. No, non funziona così. Qui lo schifo ti prende comunque.

Ma allora perché ne parli? Perchè dopo aver visto il primo ti sei andato a vedere pure il seguito? (e perché non vedi l’ora di vedere l’atto finale?!) Perché in realtà in tutto questo ribrezzo…bhe, mi sono divertito parecchio. All’inizio non me ne sono reso conto, lo shock è stato forte. Ma nel raccontare il tutto agli amici, si, ho capito che è troppo divertente e assurdo e inconcepibile per non esser visto e raccontato. Credo sia questa la vera differenza con tutti gli altri autori sopra citati. Tom Six (per quanto possa essere malato e vada rinchiuso il prima possibile!) non si prende sul serio e aggiunge dettagli così improbabili e grotteschi da smontare la tensione richiesta da questo genere filmico. Ora passerò alla trama però, se volete un consiglio, non leggetela. Saltate il prossimo paragrafo. Accettate la sorpresa (le sorprese) a scatola chiusa. Leggere di cosa parla vi rovinerebbe il “gusto” di scoprire cosa c’è di così tremendo che non vi ho ancora detto.

Nella Prima Sequenza ci troviamo in un punto non ben definito tra Germania e Olanda. Due turiste anglofone si perdono in un bosco e finiscono a bussare alla porta del Dr. Heiter, inquietante chirurgo di fama internazionale ora in pensione. Ben presto scopriranno di essere capitate tra le mani di un novello Dr. Frankenstein. La pazza idea è quella di unire più persone, tre in questo caso, tramite bocca e ano per creare una sorta di (chi l’avrebbe mai detto) centipede umano dotato di un unico apparato digerente. Il tutto 100% medically accurate, come recita lo slogan della campagna promozionale. Nella Sequenza Completa, invece, la faccenda verrà trattata con procedure 100% medically INaccurate.
Un sorvegliante londinese, Martin, con evidenti problemi mentali (e con un aspetto non dei migliori) decide di emulare le gesta del suo eroe, il Dr. Heiter visto nel film di Six. Senza cognizione di causa e trasportato da una morbosa voglia di emulazione, Martin rapisce una dozzina di persone usando una pistola ed un piede di porco. Il suo intento è realizzare un centipede umano con 12 elementi. Le sue conoscienze medico/scientifiche però sono pari a zero. Non credo conosca il termine anestesia né tantomeno la differenza tra un bisturi ed un martello. Fate un po’ voi.

Ok, detto questo, l’analisi tecnica è molto facile. Tom Six non aggiunge o inventa nulla di che per quanto riguarda la regia o la fotografia. È tutto molto semplice e funzionale. Adatto alla storia. Nel secondo capitolo usa un bianco e nero che aiuta a “digerire” certi passaggi troppo crudi. Stupende invece le scelte del cast artistico. Personaggi che rendono al mille per cento ad ogni inquadratura, figure distorte uscite dagli incubi di Jeunet. Insomma, buona visione a tutti i coraggiosi e a quelli che “ma figurati se a me fa schifo!”. Auguri!

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Un Commento

  1. Misuzu

    Oh proprio come te, per qualche motivo, questo film mi tiene incollata lì fino alla fine.
    Sì certo parecchie scene disgustose ma è assolutamente un prodotto originale e mai visto prima d’ora.

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