ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

recensione di francesca chiappalone

regia: Michel Gondry
interpreti principali: Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Tom Wilkinston, Elijah Wood, Mark Ruffalo.
produzione: Usa 2004
durata: 108′

Se c’è qualcosa che ci rende insopportabilmente umani, al di là delle tasse, della morte e di una grande abilità nel mentire, quella è di sicuro la nostra memoria. Viviamo e archiviamo ricordi che poi hanno sempre a che fare con le sensazioni e le pulsioni che portiamo con noi.
Le due cose sono collegate. Se non ti ricordo come ti amo?
Non è una novità. Il dilemma sul passato e la croce che ci piace portare durante l’atto del ricordo li abbiamo già visti, basta anche solo un nome come Memento.
È qua che entra in gioco l’idea centrale del film, che è anche pronunciata nel suo bel titolo: l’eterno splendore della mente candida. Ovviamente in Italia se ne sono fregati di questo bell’omaggio ad Alexander Pope: una poesia che ti dice Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale. Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinito splendore della mente candida non può essere il titolo adatto, troppo poco America. Molto meglio Se mi lasci ti cancello, così magari c’è anche chi viene al cinema e si aspetta di vedere Julia Roberts che sgambetta per Manhattan.
Peccato che, oltre a togliere una bella poesia, ci tolgono anche un bell’indizio. Perché il film non ci parla tanto della perdita dei ricordi quanto di una pulizia della mente. Ci sono pezzi del tuo passato che fanno male? Non c’è problema, possiamo pulirli.
Quel visionario di Michel Gondry (quello di L’arte del sogno, di Human Nature, ma anche di molti video di Bjork e Aphex Twin) e il Signor Charlie Kaufman (Essere John Malkovich, Confessioni di una mente pericolosa, Il ladro di orchidee) prendono questo concetto e girano una storia onirica, romantica, a tratti comica ma anche sul filo delle lacrime.
Una storia d’amore che poteva essere normale. Joel e Clementine si innamorano, stanno insieme un po’, poi si lasciano. Fin qui il ph è assolutamente nella media. Poi però Clementine decide di farsi cancellare, tramite un trauma cerebrale controllato, ogni ricordo legato a lui. Soltanto quelli. Joel lo scopre e decide di fare lo stesso.
Una storia che poteva essere normale e che diventa una corsa, all’interno della propria mente, in principio per pulire e poi invece per salvare quello che è stato. Clementine e i momenti con lei diventano qualcosa da proteggere e noi saltiamo da un immagine all’altra, con la Clementine appena conosciuta e poi con quella di due anni dopo.
Jim Carrey e Kate Winslet sono meravigliosi nell’essere assolutamente pieni di difetti, un po’ noiosi, mentre si guardano senza ricordi ed in qualche modo si riconoscono. Sono normali, facce da film indipendente, con una fotografia che è come la memoria, lontana dall’essere pulita, ed un amore come tanti altri, di quelli che quando finisce vorresti davvero un trauma controllato per ripulirti un po’.
Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori. Già, ma se non fosse così, evitate di sperimentare. Comprate tanta cioccolata e prendetevela con Gondry.

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Un Commento

  1. un capolavoro di film…fortunatamente privo di julia roberts

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