MISFITS

recensione di Marta Freddio

ideatore: Howard Overman
regia: Tom Green e Tom Harper
interpreti: Iwan Rheon, Robert Sheehan, Lauren Socha, Nathan Stewart-Jarrett, Antonia Thomas, Joe Gilgun, Matthew McNulty
produzione: Regno Unito 2009 e attualmente in produzione

Se pensate ancora che da grandi poteri derivino grandi responsabilità avete sbagliato programma, quello era Peter Parker, un nerd dai buoni sentimenti che voleva salvare il mondo, qui da grandi poteri derivano solo facili -ma nemmeno sempre- soluzioni ai guai che combinano i cinque giovani disadattati, protagonisti della serie, costretti ai lavori socialmente utili a causa del loro atteggiamento antisociale e violento.
Detto così anche noi potremmo finire in un Community Center, uno di quei posti dove gli assistenti sociali tentano di far diventare i piccoli delinquenti di turno delle persone migliori, solo che nei Misfits, serie televisiva britannica, ideata da Howard Overman, gli assistenti sociali vengono puntualmente fatti fuori.
La prima stagione si apre con una misteriosa tempesta di fulmini che sembra colpire un po’ tutti regalando a sorpresa dei superpoteri. I primi che se ne accorgono sono Simon (Iwan Rheon) e Kelly (Lauren Socha), il primo riesce a diventare invisibile mentre la seconda può leggere nel pensiero. Curtis (Nathan Stewart-Jarrett), l’ex atleta finto bravo ragazzo, riesce invece a riavvolgere il tempo e Alisha (Antonia Thomas) provoca un fortissimo desiderio sessuale in chiunque la tocchi. L’unico che sembra escluso dal magico mondo dei superpoteri è Nathan (Robert Sheehan), che dovrà aspettare l’ultima puntata della prima stagione per scoprire il suo potere, che non svelerò per i pochi che non l’hanno ancora vista.
Già dalla prima serie si capisce che Misfits è diverso dalle altre serie tv che siamo abituati a vedere, non solo in Italia, dove comunque un prodotto del genere sarebbe impensabile, è diverso perché risulta di difficile collocazione nella casella dei generi televisivi e io dunque non proverò nemmeno a collocarlo. Di certo è qualcosa in perfetto stile inglese, ambientato in una grossa ed estraniante periferia, in cui ogni persona che parla fa un abbondante uso di parolacce. I personaggi vanno dalla tamarra per definizione, con i capelli tiratissimi, i cerchi alle orecchie e una parlata al limite del comprensibile, al tipico ragazzino politically scorrect dalla battuta facile e volgare con la sensibilità sotto la suola delle scarpe.
La seconda serie riparte da Nathan e da quello che ha appena scoperto essere il suo straordinario potere, si susseguono poi episodi in cui i cinque protagonisti dovranno combattere contro altri poteri, fino all’arrivo di Super Hoodie, un Simon direttamente dal futuro, una versione di lui agile e sicura di sé, tanto da ricordare un vero supereroe dei fumetti e tanto da far innamorare Alisha, la ragazzetta apparentemente superficiale che però, assicuro, acquista personalità col tempo.
Nella puntata speciale, la settima della seconda stagione, i servizi sociali sono giunti al termine e sembra che tutto debba tornare alla normalità al punto che i cinque vendono i loro poteri. Tuttavia questa calma apparente non durerà molto. E dovremo dire grazie a un prete con la sindrome da Gesù Cristo se i nostri supereroi preferiti torneranno a uccidere.
Prima della terza serie c’è il webepisode Vegas Baby, che per primo introduce Rudy e dice addio a Nathan lasciandolo al suo destino in quel di Las Vegas.
Rudy, che ha il volto di Joe Gilgun, già visto nel film This is England, ha la faccia inglese e un’espressione sbruffona al punto giusto per essere il perfetto sostituto di Nathan.
Questa terza stagione ci fa scoprire i nuovi superpoteri dei cinque protagonisti: Curtis può trasformarsi nel suo alter ego femminile e tornare così a correre, Alisha può vedere attraverso gli occhi delle altre persone, Simon prevede il futuro (spiegando così molte situazione che erano rimaste aperte), Rudy si sdoppia in due individui dalle personalità contrastanti e Kelly ha la testa di un ingegnere aerospaziale.
La base delle vicende sarà di nuovo il Centro di Recupero perché grazie al nuovo arrivato saranno di nuovo tutti costretti ai servizi socialmente utili.
Oltre a Simon nel pieno tentativo di trasformarsi nella sua versione futura la sorpresa di questa terza stagione sono i morti che tornano in vita: a partire da Sally, la seconda assistente sociale della serie, fino alla fanatica religiosa che ha scoperto che Dio non esiste e decide dunque di godersi la vita e fare tutto ciò che prima non ha fatto.
Verso la fine della stagione una protagonista femminile – che chiaramente non dirò per non rovinare la sorpresa a nessuno- morirà lasciando tutti a bocca aperta e uno dei ragazzi prenderà la difficile decisione di tornare in un passato completamente scollegato dal tempo per vivere in eterno gli stessi anni.
Detto ciò, dov’è la quarta stagione?
Al momento sappiamo che è confermata e che a fine anno andrà in onda in Gran Bretagna, non ci saranno tutti i protagonisti di sempre ma delle new entry che affiancheranno i superstiti. Secondo Bleeding Cool saranno tre, due uomini e una donna (più info qui).
E se ancora i pochissimi che non l’hanno visto non si sono convinti a guardarlo.. go and fuck youself.

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