PLEASE GIVE

recensione di marta freddio

regia e sceneggiatura: Nicole Holofcener
interpreti principali: Catherine Keener, Oliver Platt, Ann Morgan Guilbert, Amanda Peet, Rebecca Hall, Sarah Steele
produzione: United States 2010
durata: 90′

Che cosa hanno in comune Sex and The City e Six Feet Under?
Se come me vorreste prima ridere e poi rispondere niente non fatelo perché c’è un nome che li unisce, è il nome di una regista newyorkese, Nicole Holofcener, che dal 1998 al 2000 ha diretto quattro episodi della serie di Darren Star, per poi passare tra il 2003 e il 2004 a dirigere due episodi della terza e quarta stagione di Six Feet Under, creata dal genio di Alan Ball.
Non si può negare il salto di qualità.
Perché questa premessa? Perché nel 2010 Nicole Holofcener scrive e dirige il suo quarto film Please Give, una commedia indie che vuole trattare tematiche serie come la morte e la crisi economica con una sguardo realistico e al tempo stesso leggero. Ne esce un film attraversato da un humour agrodolce, che se da una parte caratterizza perfettamente tutte le dinamiche dei rapporti fra personaggi, rendendoli a mio avviso così veri da poterli scambiare per i vicini di casa dei quali spettegoliamo tutti i giorni, dall’altra ha il difetto di assecondare una certa superficialità di fondo che sembra voler giustificare e ridimensionare il senso di colpa della benestante New York radical chic della Fifth Avenue.
E proprio il senso di colpa della protagonista Kate nei confronti dei senzatetto e di tutta quella fascia di popolazione messa in difficoltà dalla crisi economica che da il titolo al film.
Kate, che ha il volto di Catherine Keener, è la tipica borghese che sente di dover espiare la colpa di appartenere a una classe sociale agiata facendo beneficenza. Per questo la vediamo cercare su Google luoghi dove poter fare volontariato, per lo stesso motivo non vuole comprare alla figlia adolescente jeans da duecento dollari e sempre per questo incombente senso di colpa si rende conto di quanto cinismo ci sia dietro ad un lavoro come il suo basato, in un certo senso, sulla speculazione della morte.
Infatti Kate gestisce insieme al marito Alex (Oliver Platt) un negozio di arredamento vintage che rifornisce acquistando i mobili di anziani morti, i cui figli, non considerandone il valore, danno via a prezzi ridicoli pur di disfarsene.
In quest’ottica di business la coppia compra anche l’appartamento della loro vicina di casa, Andra, un’anziana signora (Ann Morgan Guilbert) che secondo i loro calcoli libererà presto la proprietà, permettendo loro di allargare la casa. Intorno all’anziana donna gravitano le vite delle due nipoti, Rebecca (Rebecca Hall), una ragazza timida che sopravvive al suicidio della madre accudendo la nonna e andando al lavoro e Mary (Amanda Peet), apparentemente molto diversa dalla sorella, più aggressiva e priva di scrupoli.
Le vite di questi personaggi si intrecciano a causa di un appartamento e non sarà facile per nessuno fare i conti prima con la moralità del loro agire e poi con la morte.
Il film presentato fuori concorso al 60° Festival di Berlino oltreché al Sundance 2010 è stato accolto con pareri molto differenti.
Consigliato a chi odia identificare la commedia con la stupidità.

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