L’officina della camomilla

intervista di nicolò favaro

(È consigliabile far partire la tracklist qui sotto prima di affrontare questa lettura)

È appena finito il concerto al pub Al Casellino di Gubbio, quando mi avvicino ad uno dei Camomilli (così li chiamano i loro fun) e gli chiedo se posso fargli qualche domanda per la nostra rubrica. Gentilissimi acconsentono, ci sediamo ad un tavolino ed iniziamo una piacevole chiacchierata.

Come vi siete conosciuti?

Claudio Tarantino Ci siamo conosciuti nel lontano 2008, lui (Francesco ndr) cominciava a comporre le prime canzoni, io giravo un botto di gruppi a Milano, suonavo la batteria, lui cercava un batterista inseme ad un altro che suonava il basso e abbiamo creato questo gruppo. Poi è andato tutto a puttane (ridono), forse perché facevamo cagare.

Francesco De Leo Ho cominciato a scrivere delle canzoni che ho passato a lui…

C.T. Io le ho imparete e gli ho detto “perché non le portiamo in giro?” l’ho preso con la forza per la pelle e ho cominciato a farlo suonare a Milano nei locali dove avevo già due tre aggancini.

F.D.L Il primo concerto lo abbiamo fatto davanti alle porte di un cesso, negli scantinati di Radio Popolare.

C.T. Poi fummo al Lato B che è praticamente sotto la sede della Padania. Poi abbiamo cambiato mille formazioni e abbiamo cominciato a suonare bene l’anno scorso.

Adesso la formazione del gruppo qual è?

C.T. Siamo io, Franco De Leo e Marco Amadio, che sta sera non c’è perché…

F.D.L Perché è ad amare Dio…

C.T. No, è a Milano a suonare con un altro gruppo… (ridono) abbiamo fatto un concerto intimo stasera, inter nos.

Il concerto di stasera infatti è stato un concerto emozionale, molto diretto… che rapporto avete con il vostro pubblico?

F.D.L Io sono intimidito, mi chiedono gli autografi adesso…

C.T. …Eh, prima mi hanno chiesto “oh, fai una foto?” gli ho preso la macchinetta e stavo per fare una foto a loro… (ridono)

Quindi si può dire che vi state facendo le ossa suonando in giro.

C.T. Sì, sì pian piano stiamo girando un po’. Saremo in Puglia, poi in Campania, poi saremo a Roma…. Insomma abbiamo in programma un bel po’ di cose.

Da dove viene il vostro nome?

F.D.L. L’ho inventato io un giorno, ero lì sensa pensarci. Poi dopo se ci vuoi ragionare, boh… Siamo una piccola fabbrica, mettiamo tutte le nostre canzoni su internet. Ma non ha un senso logico.

C.T. Sì, beh, è una fabbrica senza scopo di lucro: noi prendiamo dei rottami, li mettiamo insieme e li buttiamo in rete gratuitamente in condivisione di tutti. La musica deve essere così.

La camomilla cosa rappresenta per voi?

C.T. La calma, la tranquillità, il non avere nessuno che ti sta sul collo…

F.D.L. …E ti dice “Ahrg!!! Vendi questo disco! Vendi questo brano su iTunes!” Cazzo, vaffanculo! Cioè noi facciamo il cazzo che vogliamo.

Che mezzi utilizzate per registrare?

C.T. Io uso il cellulare per registrare la mia voce.

F.D.L. Io uso il Mac, Garage Band 2009.

E come mixate?

in coro Non mixiamo!

Chi scrive i testi?

C.T. La maggior parte dei pezzi li scrive lui, poi qualche esperimento l’ho fatto anche io.

F.D.L. Io li butto giù, penso tanto, scrivo. Vorrei fare lo scrittore. Scrivo i miei pensierini e non riuscendo mai a scrivere un libro ne faccio delle canzoni, prendo dei pezzi, li modello e poi ba ba ba ba, cerco di dargli un senso vago, mentre lui quando scrive dei pezzi li ragiona proprio in funzione della canzone.

Agata chi è?

F.D.L. Un personaggio inventato, una tipa rivoluzionaria che è annoiata e fa esplodere le cose a caso.

Se prima c’era Betty Tossica adesso c’è Agata…

C.T. Betty Tossica spaccava, se ci fosse ancora adesso sarebbe una vecchia bacchettona disintossicata che biasimerebbe Agata Brioches che non tocca la droga ma vuole solo fare casino.

F.D.L. È una ribelle!

Che importanza ha trattare il tema delle droghe all’interno delle canzoni?

C.T. Ma nessuno, è un tema come un altro.

F.D.L Perché va di moda.

C.T. Io adesso ho scritto un pezzo che si chiama Tè alla VHS. Quando sono stato in Brasile due anni fa ho visto questo metodo alternativo che usano i ragazzini per sballarsi, che non possono permettersi niente, nemmeno la colla e allora prendono delle vecchie VHS e le fanno bollire… Ma non è tanto il simbolo della droga, quanto la metodologia quello che ci interessa, così come qualunque altra cosa.

Per voi cosa rappresenta suonare per il pubblico?

F.D.L Se prima era un gioco ora sta diventando una passione.

C.T. Se fai un gioco e nessuno ti vede ti diverti, però se fai un gioco e qualcuno tifa per te è una figata! Se giocassimo a Fifa 2012 su un megaschermo e ci fosse gente che fa il tifo per noi sarebbe la stessa cosa!

F.D.L. Scrivo canzoni perché non ho la Playstation.

Qule è il rapporto con i media?

C.T. L’unico media è internet. Internet è un mezzo libero, l’Officina è un gruppo libero. In un mondo dove se qualcuno ti ascolta ti fa un favore perché ci sono milioni di gruppi, non è che ci mettiamo a fare una demo da duemila euro e a farti pagare ogni canzone un euro.

F.D.L. Abbiamo messo on line tutta la discografia, che non è mai uscito un disco, ma ci sono quaranta canzoni che tutti possono scaricare e farle girare, è così che funziona adesso.

E come pensate di campare con questo mestiere?

C.T. Non ci campi, a lui basta un bicchiere di vodka e un panino col prosciutto. A me basta un collegamento a internet, qualcosa da mangiare e un po’ di gas per la macchina.

F.D.L.  Sappiamo che non sarà mai il nostro lavoro.

Che gruppi ci consigliate?

in coro Noi! Edo, un cantautore padovano. Andrea Cattafi una promessa del cantautorato totale e poi un gruppo fico fico sono i Be Forest. E l’Orso… no, l’Orso no.

Fate un augurio alla musica italiana.

C.T. Speriamo che le case discografiche non rompano più i coglioni, che non siano più persone avide come sono adesso, speriamo che la gente abbia più spazi. Scusa lo sfogo amaro… Sai lui è del novantuno e inizia adesso, ma io sono dieci anni che suono e che prendo scarpate in culo. È giusto, perché se anche io fossi uno di loro magari ci penserei due volte.

Dei talent che lanciano i nuovi cantanti che ne pensate?

F.D.L. La porcheria più schifosa che c’è in Italia, per me non dovrebbe esserci una cosa del genere… è inutile.

C.T. È uno specchio per le allodole, una presa per il culo. Una persona come Elio per me ha smesso di essere rispettabile quando ho visto la sua gigantografia alla stazione centrale di Milano. Io che lo ascoltavo da bambino mi vedo un Elio alto otto metri che fa la pubblicità ad X-Factor! Elio in quel momento mi è crollato. Detto questo ci rivediamo ad Amici che faremo la sigla (ridono).

Il vostro rapporto con il cinema?

F.D.L.  Ah, io non guardo niente.

C.T. Io ci lavoravo al cinema… (ridono) Sul serio, vendevo i biglietti!

Che film ci consigliate?

C.T. e F.D.L. Gummo, City of God, Trainspotting, Willy Wonka l’originale… Ah Sweet Sixteen di Ken Loach… Paranoid Park Ken Park, spacca Ken Park.

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