The Jacqueries

Mentre ero alla festa di laurea di un’amica a Roma e nel parcheggio sottostante mi stavano rubando autoradio, navigatore, occhiali da sole e altri ammennicoli, mi pare di riconoscere degli sbarbi giovani intenti a chiacchierare fitti fitti tra di loro e con altri invitati. “Ma dove li ho già visti?”, “ma quelli chi sono…”, “ma…” poi uno di loro mi si avvicina e mi chiede, così, senza un particolare motivo “a te è piaciuto Mulholland Drive?” io gli dico di sì e iniziamo a chiacchierare di deliri lynchani e quant’altro. Poi viene fuori che quegli sbarbi sono un gruppo musicale, poi viene fuori che ero stato ad un loro concerto e che avevo pure comprato un loro cd. Dopo alcune chiacchiere sulla piccolezza del mondo, gli ho fatto un po’ di domande.

Come mai questo nome?
Roba del liceo, studiavo storia e ho trovato questi contadini rivoltosi che nel XIII secolo in Francia uccidevano i nobili e chiedevano diritti. Al tempo mi piaceva molto, adesso non ci penso troppo.

Come vi siete conosciuti?
Io e Giorgio (batterista) siamo cugini, cresciuti insieme: dopo vari cambi di formazione il progetto ha cominciato ad avere senso con l’arrivo di Marcello (chitarrista, ci siamo conosciuti ad un concerto) e Alex (bassista, mio compagno al liceo): ora sono più di tre anni che suoniamo con questa formazione e resterà questa.

Come è nato il vostro primo lavoro?
Excitement: più o meno la raccolta dei nostri pezzi migliori dall’inizio dei Jacqueries fino al 2009, quando è stato registrato al cytromax studio di Fiuggi. Io avevo dei pezzi che abbiamo arrangiato poi tutti insieme, ma ci sono un paio di pezzi originali anche di Alex e Marcello. Forse a posteriori può suonare un po’ disomogeneo, ma rispecchia perfettamente il periodo che vivevamo, i nostri ascolti del tempo, la passione di un ventenne per la musica pop: ci sono delle belle canzoni che ci piace ancora molto suonare e che ci hanno dato tante soddisfazioni, l’ultima la partecipazione al festival eurosonic in Olanda!

Che ci dite dei vostri testi?
Parlano d’amore, quasi sempre. Anche con i testi ci diamo una mano un po’ tutti e fortunatamente siamo sulla stessa lunghezza d’onda sui temi da affrontare. Ci piace soffermarci più su esperienze personali che su un’analisi di ciò che ci circonda, o comunque l’abbiamo pensata così per molto tempo, poi vedremo, anche riguardo alla lingua, che fino ad adesso è sempre stata l’inglese.

Dove possiamo sentirvi?
Abbiamo una pagina facebook che aggiorniamo sempre e dove potete ascoltare alcuni pezzi e interagire con noi, un profilo su soundcloud dove c’è tutto il disco in streaming soundcloud e youtube, ovviamente, per i video ufficiali.

Progetti per il futuro?
Stiamo scrivendo cose nuove di cui andiamo molto fieri: non so se finiranno in un disco o in un EP, per ora pensiamo solo a scrivere e a provare in sala e cercare di migliorare, sempre.

Che film ci consigliate?
Due film che ho visto ultimamente e che mi hanno lasciato qualcosa, anche se devo ancora capire cosa, sono Il ladro di orchidee di Spike Jonze e 101 reykjavik di Baltasar kormakur, un film islandese poco noto ma piuttosto interessante.

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