YOUNG ADULT

recensione di marta freddio

regia: Jason Reitman
sceneggiatura: Diablo Cody
produzione: United States 2011
durata: 95′

Immaginate di non essere più tanto giovani e di non essere cresciuti affatto, siete rimasti tali e quali a come eravate da adolescenti, chi con i suoi pregi, chi con i suoi difetti che adesso chiaramente danno ancora più fastidio di quando eravate solo dei giustificabili stupidi ragazzini.
Siamo a Mercury, piccola cittadina di provincia nel Minnesota, per rispetto del contesto immaginate dunque una ex bionda-e-bella reginetta del ballo della scuola, un ex bello-e-atletico giocatore di football e un gruppo di amiche da sempre un po’ invidiose della ex bionda-e-bella che adesso si divertono a fare le neomamme musiciste. Nel carnet dei personaggi stereotipo c’è anche l’ex ciccione-sfigato che è rimasto tale anche da adulto. Ecco, ora sappiate che questi personaggi hanno solo qualche anno in più ma non sono diversi da com’erano al liceo.
Young Adult, ultima fatica del regista Jason Reitman e della fedele sceneggiatrice Diablo Cody, ci catapulta dentro un quadretto di desolante immobilità: Mavis Gary torna in città perché vuole riconquistare l’ex fidanzato dei tempi della scuola, Buddy Slade (Patrick Wilson), peccato che questi sia sposato con Beth (Elizabeth Reaser) e peccato che abbiano anche una bambina.
Già dalle premesse potremmo trarre le nostre conclusioni: questo film è inutile come lo sono le chiacchiere che si fanno quando succede di incontrare gli ex compagni di scuola al supermercato. E poi noi comuni mortali non incontriamo certo Charlize Theron. Lei è l’unica ancora di salvezza del film, ma da sola non basta a farci digerire questi 95 minuti, che se è vero che scorrono bene e che di tanto in tanto una risata te la rubano, è anche vero che non ti lasciano niente quando finiscono.
Quello che vediamo per tutto il tempo è una quasi quarantenne disastrata scrittrice di libri per ragazzi (è a questo specifico target di lettori che fa riferimento il titolo, non alle crocchette Hill’s per gatti sterilizzati) che annaspa in un presente immobile in cui l’unico cambiamento che si registra è l’invecchiamento. Il solo personaggio che sembra avere in minima parte coscienza di questa desolazione è l’ex vicino di armadietto di Mavis, Matt (Patton Oswalt), che per rendere uno sfigato puro al cento per cento regista e sceneggiatrice hanno pensato bene di collocare in uno di quegli squallidi dinners in stile Kentucky Fried Chicken.
Jason Reitman, ex bambino prodigio del cinema, ma dov’è finito il tuo genio?
Juno deve essergli costato un tale sforzo creativo che i successivi film da regista ne hanno sicuramente risentito: Up in the Air (Tra le nuvole) era persino peggio di Young adult.
E poi cara Diablo Cody se volevi scrivere un film sul peso degli anni liceali o su come di fatto sembra che non si possa cambiare o non ho capito bene cosa volessi dire sappi che non ci sei riuscita, sappi che persino Jennifer’s body ti era venuto meglio.

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