A MIA SORELLA!

recensione di daniele papa

Regia: Catherine Breillat
Produzione: Francia/Italia 2001
Interpreti principali: Anaïs Reboux, Roxane Mesquida, Libero De Rienzo, Laura Betti
Durata: 83’

Anaïs, goffa e sgraziata, ha una sorella molto più bella di lei, e spesso la spia. In A mia sorella! Catherine Breillat, con il suo stile morboso e voyeuristico, fa diventare lo spettatore stesso un guardone che osserva, come poi fa la protagonista, gli amori e le esperienze sessuali della sorella Elena. Sembrerebbe una commedia sexy come ne abbiamo avute nel filone di Lili Carati e Gloria Guida, e la stessa locandina e i titoli d’inizio non aiutano a cambiare certo l’opinione. Bisogna invece far attenzione per arrivare a leggere il sottotesto del film della Breillat, che ho trovato sempre una raffinata esploratrice della sessualità femminile fin dal suo esordio con Une vrai jeune fille: questo film, infatti, è un’opera di profonda denuncia sul ruolo della donna, costretta a costruire la sua identità attraverso il corpo, e lo fa attraverso il personaggio di Elena, che, pur bellissima, inconsapevolmente, si piegherà a pratiche sessuali via via più umilianti per compiacere Fernando, universitario italiano in vacanza e dongiovanni di turno.
Da qui si apre una riflessione più ampia dove il sesso, tema portante della filmografia della regista, viene declinato come violenza, e quindi stupro, fisico e morale, nei confronti della donna stessa: diviene fondamentale questo passaggio per capire il film e soprattutto il suo disarmante epilogo, che sembra essere una nota stonata con tutto il resto della narrazione. Tutte le donne infatti diventano figure sempre più misere: lo è la madre, che seppur con velleità liberal, è chiusa nel suo matrimonio borghese e con un marito che non la ama, e lo è Elena, la bella, vittima della sua avvenenza che è costretta ad assecondare, cosi come di piani esterni di cui non comprende la realtà e che subisce tacitamente.

In questo contesto, paradossalmente, la bruttezza della protagonista diviene l’unico modo di preservarsi: perché le evita questi giochi di ruolo di una società dove alla donna spetta il ruolo più umiliante, rendendola invece partecipe di un universo immaginifico di romanzi rosa e principi azzurri che promettono amore eterno e lieti fine. Allo stesso tempo, però, essa stessa non è un illusa: pur nell’educazione sentimentale che Anaïs attraversa per procura, ella diviene consapevole della dinamica reale del rapporto tra i sessi, arrivando a immaginare la sua prima volta con uno sconosciuto attraverso la violenza.
Lo stupro, cui poi sarà costretta Anaïs, diviene quindi il simbolo della morale del film, dove il rapporto tra uomo e donna sono marchiati secondo le logiche del sopruso e della sopraffazione, nonché un destino inevitabile e accettato da entrambe le parti, e sia le graziose che le bruttine ne sono uguali vittime: la sessualità rappresentata quindi è vissuta dalla donna non come realizzazione e pienezza del sé, ma semplice compiacimento dei desideri del maschio, quasi che soltanto in relazione ad esso riesca a trovare una sua ragion d’essere.
Interessante, e in questo giudico A mia sorella! un buon film, è la rappresentazione della complicata relazione tra sorelle, che quasi sempre si delinea sui difficili confini dell’amore e dell’odio viscerale, cosi come nelle ambivalenze date dall’identificazione e la competizione. E il tutto avviene attraverso un film disturbante e poetico, sciatto e volgarmente esplicito, come è nelle corde e nello stile di questa interessante cineasta francese che è stata inserita nella corrente denominata “New French Extremity”.

Curiosità

  • Catherine Breillat è nota per aver utilizzato in ben due film la pornostar italiana Rocco Siffredi in qualità di attore drammatico.
  • Roxana Mesquida, protagonista del film, è poi sbarcata ad Hollywood: figura anche tra le protagoniste della fortunata serie Gossip Girl.
  • Nel 2002 la Breillat girerà un altro film intitolato Sex is a Comedy incentrato proprio sulla preparazione del film A mia sorella!: protagonisti due attori che, pur non sopportandosi, sono costretti a fare molte scene di sesso insieme.
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