ATM – TRAPPOLA MORTALE

recensione di alessandro zorro zorzetto

regia:  David Brooks

produzione: USA/Canada 2012

interpretiAlice EveJosh PeckBrian GeraghtySteve NagribiankoAaron Hughes

durata: 120′

Ad un certo punto la sensazione che qualcuno ti stia prendendo in giro è forte. Perché i dialoghi non possono essere così banali, i protagonisti non possono essere così stupidi e le situazioni non possono essere così forzatamente ridicole. E invece è tutto vero. E una volta sommati questi elementi il pubblico è davanti a un mix mortale di 120 minuti. Non si può dire che manchi la tensione. Ma è dovuta solo al nervoso che prova lo spettatore di tanto in tanto quando si trova di fronte a comportamenti del tutto improbabili da parte dei personaggi coinvolti nella pellicola.
Facciamo un passo indietro. La trama.
È il periodo di Natale, le temperature sono gelide. Una sera, dopo la festa aziendale, tre colleghi diretti verso casa decidono di fermarsi in una stazione Atm (sportelli bancari automatici). Qui diventeranno ostaggio di un uomo incappucciato. E ho detto tutto.
Sulla scia dei film low budget degli ultimi anni, basati sulla location unica e su un cast ridotto, teoricamente anche ATM dovrebbe avere tutte le carte in regola per replicare i successi visti in passato. Eppure l’escalation verso il basso sembra evidente. Partendo da capolavori come Cube – Il cubo (del ’97) In linea con l’assassino e Saw – L’enigmista (il primo e unico degno di nota!) quando unità di tempo e spazio erano giustificati a dovere e supportati da un’ottima trama, si è poi passati col tempo a thriller sempre più improbabili come Open Water, Red Eye, -2 livello del terrore, Frozen, per finire con Buried. E proprio da quest’ultimo film arriva lo sceneggiatore di Atm, chiamato a collaborare con l’esordiente regista David Brooks, laureato in produzione cinematografica. Visti i risultati non dev’essersi creato un gran feeling. Chi ne fa le spese, oltre agli spettatori paganti, è il cast giovane ma non per questo alle prime armi, troviamo infatti Brian Geraghty (Jarhead – The Hurt Locker), Josh Peck (Fa la cosa sbagliata) e la biondissima Alice Eve (Lei è troppo per me, Sex and the City 2), che presto potremo rivedere in The Raven e Men in Black 3.
Tecnicamente non c’è niente da dire, regia e fotografia rispettano il genere, c’è anche una buona trovata da parte dei costumi per rendere il cattivo diverso dai “banali” serial killer. La musica fa il suo ma non rimane di certo memorabile. In realtà il vero, grosso, enorme problema è la sceneggiatura. Senza una buona storia da raccontare è tutto inutile, non è il poco budget a far crollare il palco, sono le fondamenta instabili della scrittura, la quale ha l’unico guizzo nell’ultimo dei (troppi) mini finali del film, dove si preannunciano altri crimini simili a questo. Ma dare un seguito ad ATM Trappola Mortale sarebbe veramente un crimine contro il buon senso!

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