GIGANTIC

recensione di nicolò favaro

regia: Matt Aselton

produzione: USA 2008

interpreti principali: Paul DanoZooey DeschanelJohn GoodmanEdward AsnerJane AlexanderRobert StantonIan Roberts,Ilana LevineMatt WaltonBrian AversLouis Ozawa ChangchienMary Page KellerFrank HartsZachary Knower

durata: 98′

Gigantic è un film sobrio che parla di cose straordinarie. Straordinario nel senso di fatti e persone che non rientrano nella normalità, che fanno cose strane e fuori dal comune con la naturalezza con cui si beve un bicchier d’acqua. Brian (Paul Dano) è un ragazzo di ventotto anni che lavora in un negozio di materassi.  La sua vita scorre tranquilla a parte il fatto che viene inseguito da un burbero senza tetto e ha il desiderio di adottare un bambino cinese. La sua è una famiglia come tante, i suoi fratelli maggiori hanno raggiunto un buon livello sociale ed economico e il padre è un bonario aristocratico di altri tempi. Insieme a loro Brian si diverte ad andare in campagna a cacciare senza sparare un colpo e a funghi, preferibilmente allucinogeni, da consumare in infusi davanti al focolare domestico. Un giorno entra nel suo negozio Al Lolly (uno sfavillante John Goodman) imprenditore arrogante e razzista ma con un cuore dolce e sensibile che compra il materasso più costoso del negozio. A pagarlo ci penserà la figlia Harriet (la sempre squinternata Zooey Deschanel) detta Happy. Come da copione Brian e Happy intraprendono una relazione, chiaramente complicata, che li porterà a conoscere meglio loro stessi ed il mondo che li circonda.

Non è dunque la storia a sorprendere in questo film, quanto il modo di raccontarla. D’inspirazione indubbiamente indi ma con influenze che vanno da Wes Anderson (storie di famiglie borghesi) a Gondry (amori stralunati e problemi relazionali) il film è caldo e avvolgente e si lascia vedere con attenzione e partecipazione. Spettri surreali e bisogni estremamente umani si coniugano con desiderio e poesia ma in un modo così sottile che è quasi difficile accorgersene. Si è spesso di fronte a situazioni incredibili, ma l’abilità del film sta proprio in questo. Non ci sono vezzi registici o punte attoriali, non c’è una colonna sonora particolarmente incisiva o scene ad effetto. Tutto si svolge in maniera naturale e scorrevole e solo a fine film ti rendi conto di aver assistito ad una storia incredibile, che sa parlare del quotidiano e dell’universale, ma senza sbattertelo in faccia. Consigliato a tutti coloro che sanno ancora sorprendersi e chi ha sempre sognato di adottare un bambino cinese.

Anche questo film non è mai stato distribuito in Italia.

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  1. Pingback: Caeser salad reloaded « semprelastessastoria

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