KNOCKOUT– La resa dei conti

recensione di daniele papa

Regia: Steven Soderbergh

Produzione: Usa 2012

Interpreti principali: Gina CaranoEwan McGregorMichael DouglasMichael FassbenderBill PaxtonChanning Tatum,Antonio BanderasMathieu KassovitzMichael AngaranoEddie J. FernandezJulian Alcaraz

Durata: 93’

Viene pagata per fare il lavoro sporco. Poi diventa un po’ scomoda e decidono di eliminarla. Ma non sanno quanto lei possa diventare cattiva. No, non è la sinossi di Kill Bill. Allora, se vi dico che lei si chiama Mallory, è una ragazza un po’ di fuori di testa che picchia duro ed è braccata dalla polizia? No, non è neanche Natural Born Killers
In effetti quest’ultimo film di Soderbergh, regista dallo stile indipendente (ma che poi ingaggia sempre grossi nomi dello star system), è un po’ la classica storia della bella e furiosa, che vuole placare la sua sete di vendetta sferrando pugni, brandendo coltelli e con qualche combattimento acrobatico alla Matrix. La vera novità è data dalla scelta di questo regista, che fu acclamato a Cannes nel 1989 per Sesso, bugie e videotape per poi vincere l’Oscar per Traffic, nel volersi cimentare in un film d’azione: e lo fa con la sua regia impeccabile e un montaggio pieno di virtuosismi tale che, rendendo Knock-out un film piacevole con una forte influenza tarantiniana, alla stesso modo, per i suoi movimenti lenti di macchina e qualche altro artificio registico, ne spegne il piglio adrenalinico e istintuale, ingrediente indispensabile per un buon film d’azione.
Un’opera comunque godibile, anche per me che detesto i film d’azione, con quell’incalzante colonna sonora ritmata da poliziesco anni Settanta e situazioni alla Jackie Brown: anche le prime scene del film in una tavola calda, che forse sono  la parte migliore, sono una chiara citazione, o omaggio, al maestro Tarantino. Rimane forse in secondo piano una sceneggiatura poco strutturata e argomentata, ma che forse ben si adatta al genere a cui fa riferimento. Bellissime invece le locations tra Barcellona, Canada e Dublino e un cast d’eccezione, dove spiccano Evan McGregor, Antonio Banderas, un abbacchiato Michael Douglas e l’ormai onnipresente Michael Fassbender: in realtà, potrei forse affermare che il vero punto di debolezza del film rimane l’attrice protagonista, che, pur con il suo sguardo da dura (da vera texana) e una fisicità fuori dal comune, non riesce certo a portare sullo schermo l’appeal che un personaggio così avrebbe meritato. Mi hanno detto infatti che sia stata scelta più per le sue capacità sportive, più che recitative, e la sua voce sia stata modificata  (anche questa scelta mi ricorda un po’ troppo Death Proof!). Insomma, Gina Carano è brava e anche molto, molto atletica: ma se vogliamo parlare di cinema, Uma Thurman e Juliette Lewis rimangono tutta un’altra storia…

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