vomito di donna (the puking lady)

(Dobbiamo essere grati a Hank per aver vomitato sui fogli i suoi romanzi e le sue poesie. Questa non è solo per chi a san valentino riceve o regala rose e cuori, ma soprattutto per chi non crede nelle rime e vomita senza vergogna)

avevamo circa 14 anni, io,
Baldy e Norman,
eravamo seduti nel parco
del quartiere
a bere birra rubata
attorno alle dieci di sera.

poi vedemmo un’auto accostare
al marciapiede.
si aprì lo sportello e una donna
si sporse e vomitò
in strada.
ne lasciò andare un bel
carico.
per un pò restò lì.
poi venne fuori dall’auto
e s’avviò nel
parco.
zigzagava
un poco.

“è sbronza,” disse
Norman, “scopiamocela.”

“ok,” dissi io.

“ok,” disse Baldy.

avanzava
nel parco
sbilenca.
era massiccia
ma giovane
belle tette
belle gambe
traballante sui
tacchi a spillo.

“me la faccio!”
disse Baldy.

“me la faccio!”
disse Norman.

allora ci vide
seduti sulla
panca.

“oh,” disse.

venne più vicino,
attonita.

“oh, siete solo dei
bravi ragazzi…”

quello non ci piacque.

“che ne dici di un drink,
baby?” chiese
Norman.

“oh no, ho bevuto
troppo, mi sento
uno schifo, ho
litigato col mio
uomo…”

ondeggiava
alla luce della luna.

“cos’ha lui che
non ho io?”
chiese Norman.

“non esagerare!”

“vieni qui, baby,
ho qualcosa da
mostrarti,”
disse Baldy.

“me ne vado,”
disse
lei e fece per
allontanarsi.

Baldy saltò su
(mezzo sbronzo)
per seguirla.

“ho qualcosa
per te, baby!”

la donna si mise
a correre.
e Baldy
dietro.

quando provò
ad acchiapparla,
mancò la presa, urtò
contro le sue grosse
chiappe e cadde
nell’erba.

la donna raggiunse
l’auto,
accese e
sparì in fondo
alla strada.

Baldy
tornò
camminando
verso di noi.

“merda, che troia!”

sedette con noi
sulla panca,
agguantò la sua lattina
e buttò giù
un gran sorso.

“ne voleva,
eccome se ne
voleva,” disse.

“hai fegato,
Baldy,” dissi io.

“pensi che
tornerà?” chiese
Norman.

“sicuro,” disse Baldy,
“vuole questo
uccellone
che ho in tasca.”

non credo che nessuno di noi
pensasse di vederla tornare
ma sedemmo lì
a bere birra
e ad aspettare.

eravamo tutti
vergini.
ma allora ci sentivamo
dei portenti,
lì seduti a fumare,
svuotando lattine di
birra.

più tardi saremmo tutti
andati a casa a
masturbarci,
pensando alla donna
nelo parco,
baciando la sua bocca al whisky,
le sue gambe alte
alla luce della luna,
mentre
la fontana nel parco
sputava
acqua
e i nostri genitori
dormivano
nell’altra camera da letto,
stanchi di
tutto.

Charles Bukowski
Quando eravamo giovani. Poesie
Feltrinelli 1999

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