Virginia Mori

intervista di chiara giontella e marta freddio

Virginia Mori è un’illustratrice con un immaginario in bianco e nero, fatto di bambine, cani, conigli e bambine con maschere da conigli. È un universo inconscio e simbolico quello che Virginia rappresenta con tratto delicato ed elegante. Il suo lavoro, che spazia dall’illustrazione tradizionale, al corto d’animazione fino ai videoclip musicali realizzati sempre con la tecnica dell’animazione, ha ottenuto riconoscimenti in Italia e all’estero. Virginia nasce a Cattolica nel 1981 e attualmente vive e lavora a Pesaro.

Le bambine che affollano i tuoi disegni sono tante versioni della te reale o solo figlie della tua immaginazione?

Entrambe le cose. Sono spesso utilizzate per rappresentare i diversi lati di un unico personaggio. Ovviamente non sono importanti tanto per il loro aspetto quanto più per le situazioni ambigue e surreali che creano, sono un mezzo di cui mi servo per rappresentare l’idea che ho in testa…

Qual è la cosa che ti fa più paura?

La scolopendra! A casa mia ogni tanto se ne vedono…


Qual è lo stato d’animo ideale per disegnare, se ce n’è uno?

A casa da sola, con la testa libera.

 

E in quale parte della casa preferisci disegnare?

Ho la fortuna di avere una camera grande e luminosa dove ho allestito uno studio, ci disegno bene, anche se d’inverno è un po’ freddina.

Quand’è che disegnare è diventato un lavoro?

Ho cominciato a considerarlo un lavoro dopo aver ricevuto il premio “Srg SSr idee suisse” ad Annecy Call for Project 2008 (Francia), grazie al quale ho potuto finanziare il mio corto d’animazione Il gioco del silenzio. Da allora fra premi, commissioni e mostre ho iniziato a credere di poter vivere di questo mestiere, ho smesso di fare la cameriera e ora sto investendo tutto il mio tempo per il disegno, ma ancora ne devo fare di strada…

 

Per realizzare un videoclip animato o un cortometraggio come Il gioco del silenzio quanti disegni servono?

Per Il gioco del silenzio ho realizzato circa 1000 disegni. Io utilizzo la tecnica tradizionale di animazione, tutto ciò che si vede sullo schermo è fatto a mano senza intervento del computer, quest’ultimo viene impiegato solo nella fase finale di montaggio.

Con che cosa fai merenda (o colazione, se merenda non la fai)? 

Dipende da cosa mi è rimasto in casa! Se malauguratamente ho delle merendine chimiche o del cioccolato mi abbuffo con quelli, se no faccio la salutista e mi limito a pane, marmellata e un tè.

Quali progetti hai per il futuro?

Cerco di non fare troppi progetti di solito… Ma vorrei continuare a fare animazione. Sto cercando finanziamenti per un nuovo corto: haircut, che ho potuto progettare a Novembre in una residenza francese ad Abbaye de Fontevraud, vinta sempre grazie ad Annecy Festival. Ovviamente vorrei anche continuare a realizzare illustrazioni, la prossima mostra di disegni sarà per Bilbolbul Off, a Bologna, il 24 Febbraio.

(Trovate tutte le informazioni qui: Bilbolbul Off)

Ci consigli un film?

Il colore del melograno di Sergei Parajanov

http://virginiamori.tumblr.com/

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