LUTHER

recensione di alessandro zorro zorzetto

(prima e seconda stagione)

Luther è nero. Oserei dire fottutamente nero.

Non è una questione di razzismo né tantomeno una banale constatazione (ok, l’attore che lo interpreta è di colore, e sarà un caso?!), quello che voglio dire è che tutto ciò che riguarda questa serie tv è scuro, dark, nero, appunto.

Il prodotto è molto british sia per quanto riguarda la produzione (BBC One) sia per la scrittura (Neil Cross, già impegnato nel serial spy Spooks). Attualmente sono state girate e trasmesse (in Italia su Fox Crime) due stagioni molto corte e molto intense.

La prima è composta da 6 puntate da un’ora ciascuna. Qui conosciamo Luther, un ispettore della omicidi di Londra, la vera Londra, quella che da semplici turisti non si fa in tempo a conoscere. Per fortuna, verrebbe da dire.

Una puntata, un caso, mille problemi personali. Luther ha il faccione e il fisico possente di Idris Elba (non a caso scelto in Thor per interpretare il Dio bianco, una specie di guardiano di Odino, insomma uno che farebbe scappare a gambe levate Tyson e Rocky messi assieme…).

Luther dovrebbe fare la parte del buono, del poliziotto, dell’uomo di legge che risolve i casi usando il cervello; si perché Luther ha la mente brillante di un novello Sherlock Holmes e usa il pensiero laterale in stile House ma ad ogni pro c’è un contro.

In questo caso il nostro eroe è incazzato come una iena, e il perché lo scopriremo piano piano e altrettanto lentamente decideremo se stare dalla sua parte o meno, se appassionarci a lui solo per come risolve i casi o anche per come risolve i problemi della vita.

La seconda serie è più corta della prima, solo quattro puntate, molto più legate tra loro, così come anche i personaggi sono più legati. Le maglie si stringono e sembra che da questo mondo così scuro ci sia persino lo spazio per qualche nota positiva. Vedremo nella terza stagione, confermata e attesa già per quest’anno.

Il punto forte della serie è chiaro fin dal titolo: Luther, è lui il nodo di tutto, lui il perno cui ruota intorno tutta quanta la faccenda. Non ci sono mezze misure, Luther è quel tipo di uomo che per risolvere le ingiustizie rischia di farne o più semplicemente rischia di passare dalla parte del torto o dalla parte dei fuorilegge. Sono i momenti in cui è l’istinto o se si preferisce la parte più oscura di lui ha fare da padrone ma è proprio qui che nelle teste degli spettatori scatta una standing ovation.

Per il resto è il format poliziesco che si ripete, dal Tenente Colombo a Justified passando per la Signora in giallo e per il nostrano Montalbano.

Di contorno troviamo un’ottima scelta musicale, location ad hoc rese da un’ottima fotografia “sbiadita” e una buona recitazione, in particolare da parte di Ruth Wilson (Alice) oltre che, ovviamente, di Idris Elba.

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