Le canzoni migliori le scrive la fame

intervista di francesca chiappalone

Nata da poco, nell’estate del 2011, La Fame Dischi, ha cercato subito di diventare un contenitore per i giovani artisti nel campo musicale. Unico scopo, quello di creare la possibilità di conoscersi e di poter quindi farsi sentire. Cosa non facile nella realtà musicale di oggi, caotica e fin troppo trafficata da migliaia di gruppi che cercano di alzare il volume e afferrare un pezzo di attenzione. Forse proprio per questa babele, per salvarsi da essa ma anche per riderci un po’, il giovane musicista precario vuole continuare a suonare. Ecco cosa ci racconta Michele Maraglino, fondatore affamato del marchio…

Prima di parlare di fame facciamo un passo indietro. Raccontaci in che modo sei arrivato a pensare a questa etichetta discografica.

In realtà non è che volessi proprio aprire un’etichetta discografica: in principio l’idea era quella di mettere su un ufficio stampa. Cercavo un nome decente da dare a questa attività ma non lo trovavo. L’unica idea buona che alla fine m’è venuta è stata appunto “La Fame Dischi”, ma mi sono reso conto che era un nome più adatto ad una etichetta che ad un ufficio stampa e allora ho creato un’etichetta.

 Perché questo titolo?

Perché come ho detto prima è stata l’unica idea decente che mi è venuta. Secondo me è un nome molto bello e si lega a quell’idea, con cui mi trovo pienamente d’accordo, per cui un artista quando è agli inizi, ed è “affamato”, riesce meglio a raccontare la realtà.

Ci parli un po’ degli artisti che fanno parte dell’etichetta?

Gentaglia (ride n.d.r.)

Pur essendo nata da poco, La Fame ha già avuto i suoi piccoli successi…

Ma ultimamente parlare di successo è davvero relativo. Esistono mille realtà, mille gruppi che sgomitano e dall’altra parte tanta, troppa, gente distratta che ascolta. Sono cambiati i modi di fruire la musica e le dinamiche. Molto spesso la musica, le canzoni, sono solo un sottofondo a quello che facciamo: tutto è più veloce, siamo frenetici, multitasking, ecc.. Non ci si dedica all’ascolto di un disco come si faceva prima. Ed è per questo che spesso molti gruppi si uniscono dentro un collettivo o un’etichetta, per aiutarsi e sostenersi in modo che il successo di un gruppo, benché minimo e relativo, diventi il successo di tutti i gruppi e della realtà che si porta avanti.

 Cercare di vivere della propria musica, così come delle altre arti, è molto difficile. Come affrontate, voi della fame, questa situazione? Ci sono dei buoni consigli o soltanto una grande dose di ottimismo e pazienza?

Cercare di vivere della propria musica è follia soprattutto di questi tempi. Io però non riesco ad immaginare una vita senza una componente irrazionale. Mi piace vivere nella possibilità che qualcosa di grandioso possa accadere ogni giorno e in ogni momento. Ma non ti potrà mai capitare niente di veramente bello se non credi in qualcosa fortemente e se la musica ti sceglie (perché è lei che ti sceglie non sei tu a decidere) non puoi fare altro che seguirla.

Nella concretezza però molti di noi fanno un altro lavoro, qualcuno studia, altri stanno cercando un impiego, altri non lo trovano e sono incazzati e così scrivono canzoni meravigliose, il che non guasta direi.

E per quanto riguarda il futuro? Per quanto precario e instabile, c’è già qualche altro progetto dentro il contenitore della fame? È da poco uscita la vostra prima compilation, cosa succederà dopo?

Sì l’1 Febbraio è uscita la nostra prima compilation. Trovate tutte le info quaRacchiude i primi sei mesi di attività dell’etichetta. Ci siamo guardati indietro e abbiamo visto che un po’ di cose erano successe e abbiamo voluto festeggiare e con l’occasione presentarci in maniera ufficiale a tutti gli appassionati di musica e agli addetti ai lavori. È stata anche l’occasione per festeggiare l’ingresso nel nostro rooster di VeiveCura il cui nuovo album uscirà il 14 Febbraio. Per adesso c’è questa nuova uscita in cantiere. Per il resto ci saranno molte novità ma sono tutte top secret.

Come sai la Skunk è un’associazione che si occupa in modo particolare di produzione e promozione video, così come la nostra rivista Semprelastessastoria che ha un occhio di riguardo per il cinema. Ci consigli un film?

La Venticinquesima Ora, filmone!

Qui sotto, in anteprima esclusiva, il video realizzato da nicolò favaro e adelaide spadafora in collaborazione con la Skunk di “Oggi sono in ferie – MARAZZITA (con Michele Maraglino e Corrado Meraviglia)” tratto dalla compilation “Le canzoni migliori le scrive la fame VOL1”

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