Corrado Meraviglia

PARLO SEMPRE CON LE PERSONE SBAGLIATE

Intervista a Corrado Meraviglia

di Marta Freddio e Chiara Giontella

L’etichetta discografica La Fame Dischi apre il nuovo anno con l’uscita del primo album di Corrado Meraviglia, Parlo sempre con le persone sbagliate. 11 tracce che sono 11 storie, immagini di vita intrise di poesia, malinconia e temi dove ognuno di noi può ritrovarsi e che rappresentano molto bene l’epoca incerta che stiamo vivendo.

Corrado, classe ’69, arriva a Roma da Savona e con questo album d’esordio ci regala un piccolo gioiello, in cui è la spontaneità a raccontare in modo semplice, diretto e intenso la sua vita, mentre la chitarra sempre curata e pacata accompagna le melodie.

Ecco dove potete trovarlo:

http://soundcloud.com/coraado

Sempre la Stessa Storia lo ha intervistato per voi chiedendogli come prima cosa di presentarsi ma Corrado non ama parlare di sé in prima persona, allora chi è Corrado Meraviglia ve lo diciamo noi: dopo aver cambiato identità tante volte facendo il blogger, il regista, il musicista, l’operaio, il mantenuto e il montatore video un giorno decide di mandare le sue canzoni a due etichette e due settimane dopo si ritrova cantautore.

Gli chiediamo allora da dove viene la definizione che ormai lo accompagna il cantautore che non sapeva di essere un cantautore.

Corrado: sicuramente è in reazione alla mia ritrosia nell’accettare il termine. È un retaggio dell’ambiente in cui ho vissuto la mia adolescenza musicale. Nell’era del post punk e della new wave il cantautore era il nemico e qualcosa dev’essermi rimasto dentro, forse ho paura che si apra un varco temporale e spunti fuori uno dal 1987 a gridarmi venduto!

Non ho argomentazioni più solide.

Nella canzone Graffi, traccia 4 del tuo primo lavoro Parlo sempre con le persone sbagliate tu dici che vorresti conservare i graffi che lasciano le cose accadute, a quale graffio sei particolarmente legato?

Corrado: in verità Graffi (che è la prima canzone “nuova” registrata per questo disco) all’inizio era quanto di meno metaforico ci potesse essere, quindi i graffi che vorrei conservare prima di tutto sono proprio quelli del mio gatto. Dovendo rispondere in senso extrafelino (come la seconda parte della canzone) direi che sul graffio che vorrei conservare ci ho costruito quasi tutto il disco, essere più specifico sarebbe troppo specifico.

le persone sbagliate del titolo dell’album chi sono e cosa ti dicono?

Corrado: il titolo è venuto di getto. Penso si riferisca alla mia rinomata propensione alla socialità e anche (o soprattutto) alla mia difficoltà di aprirmi con le persone quando sono importanti per me. Insomma se me lo chiedesse la persona a me più vicina, finirei per rispondere a quest’intervista solo tramite monosillabi. Due o tre in tutto.

Qual è il complimento più bello e la critica più brutta che ti hanno fatto sulla tua musica?

Corrado: quello che mi fa più piacere è quando c’è una risposta emotiva forte a quello che faccio. L’unica cosa invece che è riuscita ad infastidirmi finora è intuire che a volte le mie scelte vocali monocordi vengono percepite come limite obbligato e non come una scelta. Forse perché la fragilità, a volte “sgraziata”, della voce è l’unica scelta precisa del disco che mi rappresenta in pieno. Poi registrerò una versione in cui imito a turno Elvis, Pavarotti e Giuliano Sangiorgi (si, l’ho scritto apposta per far fare al lettore quella faccia), per accontentare tutti gli amanti del bel canto e la mia vanità.

Sappiamo che oltre a fare il musicista sei anche un videomaker, allora ti chiediamo quali sono le differenze tra il raccontare storie con le immagini e storie con la musica?

Corrado: in realtà ho un approccio molto musicale anche con il video e la scrittura cinematografica. La differenza principale è che nel racconto per immagini utilizzo comunque qualche regola base, mentre quando si tratta di musica mi affido totalmente all’istinto. Spesso non so neanche come arrangiare i pezzi finché non sono nel pieno delle registrazioni.

Il tuo background musicale dove affonda le sue radici?

Corrado: l’ho anticipato sopra: una prima fase adolescenziale è sicuramente post-punk e new wave, poi sono arrivati gli anni 90 e la scoperta delle dissonanze noise, le varie scene inglesi e americane che in modi diversi hanno fuso il rumore con la melodia.

Certo, forse non è quello che arriva sentendo il disco. Magari sono affondate troppo queste radici ma da qualche parte ci sono ancora, giuro.

C’è una domanda in particolare che vorresti ti facessero su questo album? 

Corrado: mi sono già risposto da solo, è quella sulla voce. Dannata vanità! E pensare che la combatto come i santi. Non si può vincere sempre.

Ci consigli un film?

Corrado: l’ultimo film che ho adorato è stato “Drive”.

Questo è il videoclip del primo singolo estratto da Parlo sempre con le persone sbagliate

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