Nuit Noire

di Oliver Smolders (2005)

recensione di alessandro scullari

Dopo 1ora 26minuti e 56secondi, mi chiedo, cosa diavolo ho visto?                          Ho somministrato il film ad alcuni amici per avere pareri diversi, c’è chi mi ha giustamente odiato e chi ha apprezzato.

Nuit Noire è il primo lungometraggio di Olivier Smolders, regista belga (nato in Congo) conosciuto forse per i suoi cortometraggi tra cui l’ultimo uscito nel 2010 “Petite Anatomie de l’Image” vincitore di diversi festival internazionali tra cui Menzione speciale al XXII Fano International Film Festival. Il Film è uscito tra il 2004/2005 e non è distribuito nel nostro paese,  qualche fortunato l’avrà visto alla 6° edizione del scienceplusfiction di Trieste una delle pochissime proiezioni in Italia.

Nuit Noire non ha una trama molto chiara ed è almeno alla prima visione difficilmente decifrabile. E’ una specie di puzzle all’interno del cervello del protagonista, ogni pezzo/scena è splendidamente inquietante e ha qualcosa di originale e unico ma non sempre perfettamente incastrabile con il suo vicino. Tutto il film è strutturato su un clima di perenne incertezza, ansia, disagio, l’atmosfera in cui si svolge è soffocante, il film è infatti ambientato in un mondo sommerso dal buio dal nero a causa di un eterna eclissi che permette al sole di spuntare solo 15 secondi al giorno. Oscar, il protagonista, è un entomologo tassidermista in un Museo di Storia Naturale, lavora ossessivamente catalogando falene, farfalle, scarabei e insetti di tutte le specie. E’ ossessionato dal suo passato, è ha bisogno di recuperare il ricordo della sorella minore morta quando era bambino. Si fa quindi analizzare da un bizzarro terapeuta attraverso un cono in un orecchio per scacciare i fantasmi del suo passato e risistemare la sua vita quotidiana o forse per capire se sia stato lui ad ucciderla. Un giorno al museo incontra una donna africana, che ritroverà poco dopo nel suo letto. Da qui in poi inizierà per lei un periodo di  gravidanza/morte, metamorfosi in bozzolo/crisalide  e infine una rinascita, forse nella versione adulta della sorella di Oscar. In questo film ritroviamo l’influenza kafkiana in stile Cronemberg e l’onirico di Lynch, ma anche Buñuel  per l’utilizzo degli animali vivi insetti in primis che sembrano essere i protagonisti a rappresentare l’umore del film, ma anche cani, lupi, zebre, elefanti e leopardi, come a impersonare delle minacce dentro una fiaba oscura.

A mio avviso Nuit Noire è un film sperimentale, un esercizio stilistico in chiara chiave surrealista, forse un po’ pretenzioso, ma non banale soprattutto per la difficoltà e la scelta estetica con cui lo si vuol raccontare. Un’ottima composizione fotografica e uno spettacolare color grading.

Qualche dettaglio tecnico

Il film è uno dei primi girato in Digitale in Alta Definizione con una telecamera Thomson Viper, ossia,  9,2 milioni di pixel per ciascun fotogramma e registra le immagini in formato RAW. Famosa per la sua sensibilità molto elevata adatta agli ambienti molto cupi del film.

Il film, a parte torrent e forse streaming credo sia visionabile in pay per view a questo sito http://mubi.com/films/black-night oppure il Dvd sul sito del regista http://www.smolderscarabee.be/nuit_noire.htm

 O. Smolderd dice:

– “Nuit Noire, nato da una passione per gli insetti, vuole essere un film di sensazioni visive e sonore”

– “Un film che raccontasse una storia attraverso i frammenti di uno specchio in frantumi … una storia vista attraverso il vetro deformante di un caleidoscopio”

Estratti dalle note di lavoro

– “Talvolta, quando non si esegue correttamente la cloroformizzazione, gli scarabei si risvegliano la notte sul loro spillo e girano su se stessi per delle ore, accompagnati dall’agghiacciante rumore del grattare delle zampe. Al mattino si pone fine alla loro sofferenza, non senza un diffuso senso di colpa. Nuit noire è, prima di tutto, un film sugli insetti e sul senso di colpa. “

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