SYNECDOCHE, NEW YORK

di Charlie Kaufman

recensione di chiara giontella

Quando guardo un film con personaggi che riconosco come clamorosamente più intelligenti di me le emozioni mi si prosciugano e seguo la narrazione solo con la parte razionale del cervello. All’emisfero sinistro del mio cervello questo film ha procurato una serie di continue e prolungate sinapsi, dei sorrisi silenziosi e in alcuni momenti si è trovato costretto a prendere appunti.

Il protagonista di Synecdoche, New York Caden (interpretato dall’hannogiàusatotroppiaggettiviperlui Philip Seymour Hoffman) è un regista teatrale, lo conosciamo un attimo prima che la sua carriera sia consacrata da un importante premio e la sua vita personale vada velocemente verso la distruzione di tutto ciò che gli è caro. La moglie Adele (Catherine Keener) lo lascia e si trasferisce con la loro figlia di quattro anni a Berlino. Il suo corpo è in balia di una serie di malattie sconosciute e apparentemente psicosomatiche che gli danno tic incontenibili, pustole vistose e attacchi epilettici. Da questo momento in poi il tempo gli si confonde in testa e diventa nostalgico delle cose anche mentre gli stanno accadendo. Nonostante  donne bellissime (Samantha Morton, Michelle Williams) provino a costruire con lui rapporti sani, Caden sabota tutto. Mentre non riesce neanche ad avere un rapporto sessuale senza prima piangere un po’ e autocommiserarsi, lavora ad un ambizioso progetto teatrale, raduna in un magazzino centinaia di attori pagati per recitare loro stessi in edifici ricostruiti. Fa audizioni per sé stesso e per le donne della sua vita e usa l’attore che lo interpreta come chiave d’analisi e svolta nei suoi rapporti. Tutto questo meta-qualcosa diventa un delirio, un genio della sceneggiatura con un budget  a disposizione che non ha voglia di rinunciare a nessuna delle cose che vuole raccontare.

È ipnotizzante guardare il corpo di Caden gonfiarsi, invecchiare, zoppicare mentre il rapporto più intimo che ha è un rapporto mancato e passa le notti a fare la donna di servizio in casa della prima moglie. Caden perde tutti, i genitori muoiono, non vedrà la figlia crescere e ogni perdita può diventare solo materia del suo spettacolo teatrale.

Il film è del 2008 ed è ancora inedito in Italia anche se Wikipedia mi ha detto che la Bim ne ha comprato i diritti.

Personalmente preferisco quando le sue sceneggiature sono messe in scena e dirette da Michel Gondry o Spike Jonze e raccontate più visivamente che verbalmente.

Ho comunque voglia di rivederlo.

Qui il trailer.

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  1. nick moron

    proprio giorni fa ho scritto alla bim per chiedergli che fine avesse fatto il film di Kaufman…senza risposta! Secondo me se lo sono perso in magazzino,altre spiegazioni non le trovo.

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