ENTER THE VOID

Regia: Gaspar Noé
Sceneggiatura: Gaspar Noé, Lucile Hadžihalilović
Fotografia: Benoît Debie
Montaggio: Gaspar Noé, Marc Boucrot, Jerome Pesnel
Produzione: Francia, Germania, Italia, Canada, 2009
Principali interpreti: Nathaniel Brown, Paz de la Huerta, Cyril Roy, Olly Alexander, Masato Tanno, Ed Spear
Durata: 154′

mi piace di chiara giontella

Non so perché di certi film sono sicura che mi piaceranno molto prima di averli visti. Grazie a piccoli indizi disseminati nel web, alle stroncature che ho letto di qualche critico che detesto, al trailer, al poster e ai non premi vinti.

Enter the void è uno di quei film che mi fa amare il cinema, imperfetto, non narrativo, sporco e coraggioso con delle inquadrature degne di nota, molte intuizioni e con una trama che scritta in tre righe scoraggerebbe qualsiasi persona mediamente intelligente.

Non è tanto la scelta stilistica di fondo di raccontare il viaggio di un’anima in soggettiva, è quasi scontato, da manuale di regia. Non è tanto l’essere riuscito a convincere un certo numero di persone a spendere soldi in questo costoso e lungo progetto. È per la coerenza, per la ripetizione, per la vista dall’alto e da angoli dove proprio non potremmo, per i voli, per i neon, per la delicatezza nella morbosità, perché ho creduto a tutto e non mi è mai venuto da ridere. È un raccontare che delinea in pochi secondi le scene più importanti e drammatiche e indugia a lungo nell’indeterminatezza e nel vagare, nell’essere risucchiati in flickr e giallo e deliri.

Questo film è un’esperienza visiva uditiva consigliata al cinema, non c’è bisogno di assumere droghe altre, non c’è bisogno di arrivare mangiati o bevuti. Solo non vi aspettate che lo spacciatore e sua sorella spogliarellista vivano felici e contenti. Solo non vi aspettate che la cosa importante del film sia che lo spacciatore muoia ammazzato e che la sorella si faccia mettere incinta da un uomo discutibile. Solo non vi spazientite perché il film dura 154 minuti, se dovete fare pipì fatela prima, non aspettate l’intervallo. Il punto non è se l’anima si reincarna o no. Sì, si vedono due peni, uno da più lontano, uno da molto vicino ma non c’è niente di cui imbarazzarsi.

Entrate nel vuoto e fate entrare i vostri amici, il mondo è troppo pieno di gente.

mi spiace di nicolò favaro

Certe volte mi sorprendo di me stesso. ETV ha tutto quello che mi piace in un film, sperimentazione, coraggio, inquadrature sorprendenti, poca storia e tante immagini, eppure. Eppure guardando più attentamente mi sono accorto che la sperimentazione è sorprendente per i primi dieci minuti, il coraggio è fasullo e pornografico (non per le scene di sesso, alcune splendide, ma per diverse cadute di stile, feti abortiti in vaschetta, sniffate di mutandine, buchi di proiettile attraversati dalla mdp ecc ecc), le inquadrature sorprendono fino ad un certo punto poi ti accorgi che il gioco è sempre lo stesso e la noia comincia a montare, e poi va bene, il film narrativo non piace più, ma vuoi raccontarmi qualcosa in tre ore che non mi hai già detto nei primi dieci minuti? ETV è l’Avatar dei film indipendenti, una baracconata senza fine, tre ore di masturbazione celebrale senza scopo, o più semplicemente l’unico scopo è appagare l’ego smisurato del regista. E’ vero che inchioda lo spettatore alla poltrona, ma con mezzi bassi e paraculi, facile attirare l’attenzione con droghe, sesso e il “libro tibetano dei morti”, meno facile sarebbe stato non spiegare tutto. Nulla è lasciato all’immaginazione, tutto ci viene mostrato in maniera arrogante e pretestuosa, Noé ci inchioda alla sua visione di mondo, alla sua visione di cinema, non al suo film. Ambientato a Tokio perché fa figo, illuminato al neon perché è trend, montato come un unico finto piano sequenza perché fa stile. Ma non fraintendetemi, è un film che vi consiglio di vedere, se non altro è un film diverso. Solo che fa di questa sua diversità una presa di posizione e questo è fastidioso. Si prende troppo sul serio, si proclama, si autocompiace. Si guarda continuamente allo specchio e si trova bellissimo. In ETV tutto è di facciata, e dentro c’è il vuoto. Filmico.

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