ANOTHER EARTH

recensione di marta freddio

Regia: Mike Cahill
Interpreti Principali: William Mapother, Brit Marling, Jordan Baker, Flint Beverage, Robin Taylor
Produzione: USA 2010
Durata: 92′

Se da qualche parte nell’Universo ci fosse un altro te lo vorresti incontrare?
È questa la domanda che ognuno di noi dovrebbe farsi davanti al film Another Earth, opera prima firmata da Mike Cahill, che oltre alla regia firma anche la fotografia, il montaggio e la sceneggiatura, quest’ultima insieme all’attrice protagonista Brit Marling.
In effetti alla base del film c’è la scoperta di Terra2, un pianeta che sembra essere lo specchio del pianeta Terra, abitato da persone che a loro volta sembrano essere i nostri doppi.
La narrazione è fluida e precisa nel racconto, quello che vediamo sono le vite dei protagonisti, vite che gli eventi hanno irrimediabilmente rovinato e relegato ai margini della società. Irrimediabilmente, almeno sulla Terra.
Si, perché se ogni gesto, ogni scelta non sono altro che il seme invisibile di una infinita serie di conseguenze che delineano la vita di ognuno di noi, non è detto che il nostro doppio non abbia potuto prendere decisioni differenti. Magari la notte in cui John si è fermato per strada con la sua famiglia, il suo doppio è andato dritto a casa. E magari quella stessa notte il doppio di Rhoda non ha ascoltato la stessa notizia per radio.
Combinazioni infinite che per un attimo ricordano gli universi paralleli di Rabbit Hole e i protagonisti diventano solo la versione triste di loro stessi e altrove c’è un’altra versione di loro, una versione in cui magari non è avvenuto alcun incidente, una versione in cui loro forse non si conoscono e non si conosceranno mai.
Va detto che non basta la scoperta del pianeta Terra2 a fare di questo film un film di fantascienza; Another Earth è un film che vuole indagare l’uomo, le infinite possibilità, se davvero ce ne sono, il percorso di redenzione dalle colpe, i destini, le variabili che condizionano intere esistenze semplicemente incastrandosi in un modo anziché in un altro.
È possibile rimediare agli errori del passato? È possibile riporre le proprie speranze in una versione di noi che non abbia commesso i nostri stessi errori?
Another Earth è una riflessione profonda e semplice al tempo stesso, resa credibile da una regia poco intrusiva, dalla bravura degli attori, dal realismo del loro dolore nel tempo che continua a trascorrere, da una fotografia tenue e dalla musica dei Fall on your Sword, gruppo newyorchese, che contribuisce a dare alle immagini un valore evocativo.
Premiato al Sundance Film Festival 2011con il premio della giuria è un film da vedere assolutamente, anche perché l’idea del pianeta che si vede dal cielo terrestre è anteriore a quella più catastrofica di Lars Von Trier.


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