The Artist

di  Michel Hazanavicius

recensione di Fabio Torrico

Tornando con la mente agli anni della mia infanzia (siamo nel 1983), ricordo che una nota rete televisiva privata trasmetteva un telefilm il protagonista del quale, un programmatore, dava vita all’essere perfetto, un umanoide artificiale, novello Golem, che rappresentava una sintesi di tutte le più elevate qualità umane: costui, meglio noto con l’improbabile appellativo di “Automan”, era solito rivolgersi al suo artefice con questa altisonante frase :

“In una scala da uno a dieci, dovresti pensare a me come ad un undici”

Ecco.

Questo enunciato potrebbe di per se bastare a descrivere la pellicola in questione, “The Artist”.

Siamo di fronte ad un film coraggioso, la cui genialità sta nel fatto di essere riuscito a dimostrare come, in presenza di un soggetto eccellente, coadiuvato da attori di indiscutibile professionalità e da una regia, nonché fotografia, che definire magistrali, è davvero dir poco, sul finire del 2011, nell’era del cinema tridimensionale supportato dal sonoro tonante che siamo avvezzi a sentire nelle sempre più diffuse multisale, sia possibile fare un salto indietro di ottant’anni abbondanti, e realizzare una pellicola “muta” ma la cui voce è in realtà possente.

Abbondano le citazioni che richiamano le opere cinematografiche che mandavano in visibilio il pubblico degli anni 20’ ed il protagonista, il carismatico Jean Dujardin, novello Rodolfo Valentino, convince appieno nel ruolo del bel George Valentin, così come encomiabile è l’interpretazione di Bérénice Bejo, nel ruolo di Peppy Miller, astro nascente del nuovo cinema sonoro, il cui talento mimico raggiunge l’apice nella sequenza in cui, dopo essersi introdotta di soppiatto nel camerino dell’idolo delle folle George Valentin, imita i gesti che una coppia di innamorati compirebbe sognando di essere avvinta tra le braccia del suo adorato, una sequenza ostica da descrivere ma che a mio avviso di per se stessa vale l’intero film.

Trattasi insomma di una pellicola unica nel suo genere, un’esperienza imperdibile per qualsiasi appassionato di cinema, un’opera preziosa che meriterebbe, per poterne apprezzare la raffinatezza, d’essere vista più e più volte, con la certezza di scoprire, ad ogni nuova proiezione, qualche sorprendente dettaglio che era sfuggito in precedenza.

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