Battlestar Galactica

articolo di nicolò favaro

Una miniserie introduttiva, quattro serie, svariati webisode e diversi tv movie di passaggio tra una serie e l’altra compongono l’epica di questa epopea spaziale tanto più concreta quanto più lontana nello spazio e nel tempo da noi. Si inizia bene, quello che noi crediamo essere la terra in un futuro ipotetico è in realtà un insieme di dodici pianeti in una galassia lontana lontana, ma non vi preoccupate, nella prima mezz’ora vengono distrutti. Cancellati, eliminati dall’universo dai Cylon, altro che Maya. I Cylon sono diversi tipi di ciborg, alcuni sono un misto di carne e metallo altri hanno sembianze umane, sono stati creati dall’uomo e come ci si aspetta ribelli e incazzosi. Il loro scopo è quello di distruggere la razza umana e ci riescono in gran parte, lo scopo degli umani sopravvissuti a bordo del Battlestar Galactica e di poche altre navi spaziali riuscite a scampare dall’attacco, è quello di ritrovare un pianeta nuovo dove poter vivere e far sopravvivere la specie umana. Questo pianeta è un mondo nuovo e migliore, un paradiso narrato dalle leggende, vivo e sicuro. Questo pianeta è la Terra. Partiamo così in un viaggio di ricerca per l’universo, umani contro macchine, padre contro figlio. Si perchè i cylon sono figli dell’uomo quanto gli umani sono figli degli dei di Cobol (la loro religione). Episodio dopo episodio, serie dopo serie, in un continuo crescendo, il discorso diventa compiuto e armonico, la metafora e i continui rimandi all’attualità lasciano ogni volta sorpresi e sia la macrostoria che le migliaia di storie al suo interno sono credibili e compatte. Non c’è un passaggio di troppo, non c’è un’inquadratura in più, non c’è nessun nodo che non venga districato. La regia, gli effetti speciali, la fotografia, il montaggio sono in stile semi documentaristico, che applicato ad una realtà altra come quella che può essere nel fantascientifico, rendono Battlestar Galactica un’opera che può essere accostata facilmente più all’epica che alla televisione. Non siamo di fronte a uno show televisivo, ma ad una storia incredibile resa concreta dal suo essere altro. Una vita spostata nel tempo e nello spazio, un universo parallelo con i suoi riti e con le sue abitudini, un mondo concreto, lontano anni luce dal nostro ma non così diverso. L’essere umano è lo stesso sulla Terra e su Caprica, commetterà comunque gli stessi errori, compirà lo stesso gesto eroico, ma  dovrà sempre guardarsi allo specchio. Parlare di religione, rivolte di classe, codici genetici, partite a carte, inseguimenti spaziali, sonore bevute e tante, ma tante sul serio, altre esigenze umane in un unico poema non è semplice, ma sempre in BSG chiaro e oggettivo. C’è tanta carne al fuoco in questo calderone, carne a volte poetica altre volte nuda, c’è violenza ed erotismo, esplosioni nucleari e sentimentali, ci sono grandi attrici e attori intensi, personaggi che lasciano il segno e che corrispondono perfettamente a figure ancestrali che possiamo trovare in ogni poema classico che si rispetti. C’è la speranza e la rabbia, e poi ci sono i Cylon, specchi deformati e deformanti del nostro essere umani.

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