CRAZY CLOWN TIME

David Lynch

articolo di alessandro scullari

Regista, produttore, sceneggiatore, montatore, fotografo, attore, David Lynch ha rivestito quasi tutti i ruoli per la realizzazione di un film. Potrebbe farne uno completamente da solo, e c’è quasi riuscito nel suo primo lungometraggio Eraserhead.
Ma come molti artisti la sua passione di sperimentare con altri linguaggi l’ha spinto oltre. Negli ultimi anni D. L. hai scritto libri (In acque profonde), ha esposto delle sue opere pittoriche a Los Angeles, Milano. Appassionato di meditazione trascendentale ha fondato la David Lynch Foundation For Consciousness-Based Education and Peace. Ha persino disegnato e dato vita al night club silencio a Parigi, ispirato al club silencio di Mullholland drive.
Ma da chitarrista e trombettista amatoriale una delle sue passioni più grandi è sicuramente la musica. Probabilmente la prima cosa che viene in mente accostando D. L. e la musica, è Angelo Badalamenti, compositore per la maggior parte dei suoi film. Era il 1991 e quando i bambini venivano accompagnati a letto e il soggiorno diventava buio, su canale 5 si sentivano le inconfondibili note del piano elettrico di “Twin Peaks theme”, in questo caso un fender rhodes.
In Eraserhead ha composto completamente la musica e in INLAND EMPIRE ha collaborato al O.S.T. insieme a Penderecki, oltre a diversi progetti con grandi artisti.
L’8 novembre esce Crazy Clown Time il primo vero esordio musicale di D. L.. Ad un primo ascolto l’influenza musicale di Badalamenti si percepisce subito. Si passa da toni molto distesi cupi ad arrangiamenti blues e rock anni 50, lo slide sulla chitarra scivola molto spesso, il tutto contaminato da suoni elettronici tra il visionario e il malato. La voce viene quasi sempre mascherata da effetti di distorsione, riverbero, delay e in Strange and unproductive thinking il vocoder trasforma la già strana voce(ina) di D. in un robot.
L’album apre con Pinky’s Dream cantata da Karen O degli Yeah Yeah Yeahs che ci “accompagna” dentro l’album ma si potrebbe dire anche dentro il “sogno”. Karen come Julee Cruise di into the night o Isabella Rosselini in blue velvet, sono figure femminili che nella musica di L. non mancano mai. In Noah’s Ark le sonorità trip hop sono in stile massive attack. The Night Bell With Lightning, potrebbe essere benissimo un pezzo di Twin Peaks. In Crazy Clown Time, che dà il nome all’ album, sembra di sentire Lynch ubriaco accompagnato in sottofondo da gemiti femminili e voci confuse, forse in questo pezzo si può ammirare il lato più rubiko, confusionario ma affascinate di questo personaggio. Due pezzi che sono usciti come singoli Good Day Today e I Know sono stati presentati con un videoclip, realizzato tramite un concorso indetto dallo stesso L.. La visione di Good Day Today di Arnold de Parscau si trova qui, un oscuro e bellissimo videoclip in perfetto stile L.

Probabilmente è inutile soffermarsi dettagliatamente su tutti i 14 brani. Sarebbe un po’ come chiedersi dello strano personaggio dietro il Winkie’s bar in mullholland drive o dell’enigmatico cowboy.

Sicuramente un album non per tutti (anche perché L. è amatissimo o odiatissimo) e non di facile ascolto, sopratutto tutto d’ un fiato. Per i fan e per chi è interessato ai suoi particolari progetti è sicuramente un album che stimolerà curiosità.
Dare un senso preciso a questo album e un po’ come cercare una linearità in un suo film.
Nel frattempo tra le sue interessanti sperimentazioni, aspettiamo ormai da 5 anni un nuovo film.

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