Blue Valentine

articolo di chiara giontella

regia: Derek Cianfrance
produzione: USA 2010
interpreti: Michelle Williams, Ryan Gosling, Mike Vogel, John Doman, Ben Shenkman
durata: 120′

L’amore romantico è la nuova forma di masochismo. I sentimenti si deteriorano in fretta e non ci si può fidare di loro. Alla fine di una storia d’amore c’è un’assurda e accanita caccia all’uomo fatta di claustrofobia, bei ricordi e risentimenti. Il blu di questa pellicola si colloca in questa fase di distruzione affettiva, quando due persone non si amano più ma sono comunque intrappolate insieme nei reciproci fastidi, nelle promesse fatte, nell’invecchiare. Questo film è spietato e accurato con il presente della coppia Dean (Ryan Gosling) e Cindy (Michelle Williams), se fosse una radiografia della loro malattia non sarebbero buone notizie per il paziente; Derek Cianfrance gestisce registicamente questa stanchezza e malinconia scegliendo il digitale, racconta con piani stretti in spazi angusti, la macchina da presa è incalzante, aggressiva, le scene sono spezzate brutalmente e la fotografia è fredda e abitata dal blu. Il climax della resa finale dell’amore è spezzato e gonfiato da flashback del loro primo incontro, del loro conoscersi e innamorarsi, dell’amore; il passato tuttavia non è consolatorio pur essendo girato in 16 millimetri e con colori più caldi, è in agguato come confronto costante, come perdita, come aspettativa disattesa.


Dean e Cindy non sono una coppia speciale, hanno la loro canzone, sono stati felici, hanno una bambina ma si lasceranno comunque.
In questa fase terminale di romanticismo e rispetto Dean è la vittima sacrificale; nella “camera del futuro” in un motel fuori città dove tenterà di fuggire con la moglie lui è respinto sessualmente e poi abbandonato ubriaco e addormentato sul pavimento. Dean griderà in nome di quel per sempre che si sono detti, minaccerà Cindy e la farà licenziare, la chiuderà a chiave in una stanza; tutto quel rumore e gesti ed entropia per non ammettere che il suo potenziale è davvero andato sprecato in quegli anni, che l’amore della sua vita è finito e che è più stempiato di qualche anno fa e clamorosamente più stanco. Blue Valentine è un film cinico e romantico, triste ma in modo costruttivo come una cosa vera, un segreto, una malattia terminale.

Forma insieme a Mr Nobody e Se mi lasci ti cancello un’ottima trilogia di riflessione sull’amore e sul tempo in relazione all’amore che consiglierei a chiunque più o meno innamorato decida di sposarsi.

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Un Commento

  1. Francesco prestia

    Quasi,quasi………

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